sabato 21 gennaio 2012

Chiamparino: "Nuove relazioni sindacali per trattenere Fiat in Italia"


Un sindacato - e forse un contratto - unico dell’industria capace di cambiare le relazioni industriali: più partecipazione da parte dei lavoratori, meno comando gerarchico da parte dell’impresa. Con l’obiettivo comune di cooperare per il bene dell’azienda. Torino deve osare di più: qui può nascere un nuovo modello di relazioni capace di accrescere l’appeal di quest’area industriale ancora unica al mondo. E l’occasione può essere alla Fiat con Fabbrica Italia. L’idea è dell’ex sindaco Sergio Chiamparino che l’ha raccontata a un incontro sul futuro dell’auto organizzato dalla Cisl torinese. E sulla stessa linea è anche lo storico Giuseppe Berta - autore del libro «Fiat-Chrysler e la deriva dell’Italia industriale» dove avanza qualche preoccupazione sull’assetto finanziario del gruppo. Chiamparino spiega la sua idea: «Il progetto Fabbrica Italia dovrebbe rappresentare sia per i sindacati sia per la Fiat una sfida per creare un nuovo sistema di cooperazione tra tutti i soggetti che hanno responsabilità nell’azienda». E aggiunge: «Quando la competizione è globale diventa globale anche la concorrenza tra territori. Credo che se qui si sperimentasse un modo diverso di fare sindacato questo costituirebbe un incentivo all’insediamento di imprese». O alla permanenza della stessa Fiat a Mirafiori. Ovviamente dovrebbero cambiare molte cose. Chiamparino non ha dubbi: «Ipotizzo un sindacato unitario dell’industria e Fabbrica Italia è il luogo giusto per la sperimentazione». Una suggestione che condivide Berta: «Non penso a una unità sindacale come negli Anni ‘70, ma a un nuovo tipo di unità. Penso a un contratto unico per l’industria che servirebbe anche a stemperare le tensioni nei rapporti tra i metalmeccanici». Lo storico non ha dubbi: «Nella globalizzazione il sindacato e in Italia lo è ancora di più perché è lacerato al suo interno. Allora perché non partire da Torino e immaginare un contratto unico dell’industria? Poi ovviamente bisogna trovare, meglio con l’accordo tra le parti che con una legge, le regole di democrazia: chi è in minoranza ha il diritto di criticare, ma si deve adeguare alla volontà della maggioranza». All'incontro voluto dalla Cisl torinese il segretario Nanni Tosco chiede alla Fiat «un intervento temporaneo per Mirafiori che consenta di superare l’anno di più bassa produzione per arrivare al 2013, anno della svolta. Bisogna verificare se può continuare la produzione di qualcuno dei modelli in uscita, come Idea e Musa». Anche il segretario confederale Cisl, Giorgio Santini sollecita la Fiat a mantenere gli impegni: «A Mirafiori bisogna incalzare l’azienda».
(Fonte: www3.lastampa.it - 20/1/2012)

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