martedì 4 giugno 2013

Financial Times: gli Agnelli si preparano alla battaglia per Chrysler


La famiglia Agnelli vende per 2 miliardi di euro la sua quota del 15% in Sgs e lo fa, come sottolinea il Financial Times, "soltanto pochi giorni dopo avere promesso di rimanere la principale azionista di Fiat". Exor, la holding della famiglia, incassa una plusvalenza di 1,5 miliardi dalla vendita della quota al Groupe Bruxelles Lambert, il gruppo controllato da Albert Frère, l'uomo più ricco del Belgio. Il titolo Exor è salito stamattina a Piazza Affari di oltre due punti e mezzo. L'accordo fa seguito alle ripetute affermazioni di John Elkann, presidente sia di Fiat che di Exor, sulla volontà della famiglia di mantenere la sua quota del 30% nel gruppo automobilistico dopo il completamento della fusione con il gruppo U.S.A. Chrysler. Elkann, nota il Ft, ha escluso di chiedere agli azionisti di Exor di mettere più capitale per finanziare la fusione con Chrysler e ha detto che il ricavato della vendita sarà reinvestito in nuove opportunità d'investimento e non in quelle già esistenti "nelle quali Exor si è già assicurata di avere a disposizione le necessarie risorse". Exor ritiene che la sua liquidità di 1,2-1,3 miliardi, disponibile già prima della vendita della quota Sgs, sia sufficiente qualora dovesse decidere di aumentare la sua quota in Fiat-Chrysler. La scorsa settimana, ricorda il Ft, Elkann aveva detto che avrebbe preso in considerazione ulteriori investimenti nell'industria dei media. Exor ha investito in Sgs per 13 anni, periodo nel quale la capitalizzazione della società svizzera, leader mondiale dei servizi di ispezione e certificazione, è quadruplicata. Sergio Marchionne, Ad di Fiat, è anche presidente di Sgs. "Una delle più ricche famiglie d'Europa si prepara alla battaglia Fiat-Chrysler", osserva il Financial Times nella Lex Column ("Exor-Sgs: è tutto in famiglia"), commentando il "mescolamento di carte" in Piemonte. Il commento di Lex attira l'attenzione sulla tempistica della vendita della quota Sgs: "L'accordo giunge mentre Fiat – che detiene il 30% di Fiat – sta cercando di ottenere pieno controllo di Chrysler, una transazione che potrebbe portare a una riorganizzazione delle finanze societarie e a un'ampia raccolta di capitali". Fiat vuole acquisire la quota del 41,5% che il sindacato UAW (United Auto Workers) detiene in Chrysler. Ma sul prezzo - sottolinea il Ft - le due parti sono "a miglia di distanza": meno di 5 miliardi di dollari contro oltre 10 miliardi di dollari. Si profila una decisione del giudice sulla questione della valutazione. "Gli Agnelli, che vogliono rimanere il maggiore azionista di Fiat, avranno ora un po' di flessibilità extra a breve termine, che potrebbe essere utile", osserva il quotidiano. "A fine marzo gli 1,3 miliardi di euro di cassa e investimenti finanziari di Exor hanno pareggiato il debito lordo". "Ma - conclude Lex - tutto dipende dalla possibilità che Marchionne prima vinca la mano di poker, assicurandosi un accordo su Chrysler".
(Fonte: www.ft.com - 3/6/2013)

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