sabato 11 agosto 2012

Fornitori Fiat del Sud consorziati contro la crisi: parla Paolo Scudieri (Adler Plastic)


Ridotte all’osso dalla crisi del 2008, le aziende campane fornitrici del gruppo Fiat si mettono in rete e puntano alla riduzione dei costi di produzione per diventare competitive sul mercato internazionale. Oltre la Fiat. Una sorta di chiamata alle armi in Campania e Basilicata per la filiera dell’automotive. Nelle due regioni meridionali, le imprese dell’indotto che hanno retto allo tsunami causato dal crollo delle vendite Fiat non sono rimaste a leccarsi le ferite, ma si sono consorziate per misurarsi con nuovi mercati. A capo del consorzio di salute pubblica c’è Paolo Scudieri, patron dell’Adler Plastic S.p.A., leader nella insonorizzazione di auto, sede a Ottaviano con altri 57 stabilimenti tra Stati Uniti e Europa. Tra i clienti, Scudieri ha i maggiori players mondiali: oltre Fiat, Ferrari, Maserati, Porsche, Bmw, Citroen, Chrysler, Ford, Renault, Toyota, Volkswagen e Volvo. Fan convinto di Sergio Marchionne e forte di un fatturato che supera gli 800 milioni di euro, guida i piccoli e medi industriali del distretto automobilistico verso la ripresa. «Panda è soltanto l’inizio, un trampolino di lancio - sottolinea Scudieri - Ci sono aziende sane e vitali che sono viste con attenzione dai carmakers internazionali, a cominciare dalle tedesche BMW, Volkswagen, Daimler. L’automobile è un prodotto dalla complessità estrema; vi entrano almeno tre mila componenti, bisogna giocare la partita della convenienza economica». I numeri della scommessa sono questi: tra Campania e Basilicata trenta fornitori di primo livello, di cui una ventina nel napoletano con un fatturato complessivo di quattro miliardi di euro e cinquemila addetti. I finanziamenti, 200 milioni di euro provenienti da Bruxelles, vengono messi in campo dalla Regione Campania come contributi a fondo perduto per innovazione e impianti ad uso industriale, istruzione di nuove professionalità, ad esempio, per gli esperti di fibre di carbonio, competenze richiestissime all’estero. Già tutto deliberato. La quota coperta dai fondi europei spazia dal 30% per la grande impresa fino al 65% per le piccole. Come presidente dell’SRM, Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, Scudieri ha preparato un’analisi sui settori automotive e aeronautico. “Un Sud che innova e produce”, questo il titolo, parla di eccellenze, potenzialità, antidoti alla crisi. Strategie grazie a cui il sistema industriale riprende fiato e la Regione diventa territorio di attrattività. L’indotto automotive in Campania, secondo la ricerca SRM, genera un valore aggiunto di 766,5 milioni di euro pari al 10% del valore aggiunto manifatturiero. È la terza regione italiana dopo Piemonte e Lombardia per fatturato regionalizzato con 5.013 milioni di euro. Le aziende sono 106, pari al 4,7% dell’Italia, in prevalenza di piccola dimensione da 1 a 9 addetti. In Basilicata le imprese di fornitura, esclusa la Sata (Fiat), nel 2009 hanno fatturato circa 1,15 miliardi di euro e il valore delle esportazioni dell’automotive nel 2011 è stato di 961 milioni di euro, -9,2% rispetto a cinque anni prima quando era a pieno regime la produzione del modello Grande Punto. L’analisi dell’SRM parla di «settori ormai fortemente radicati nei territori di insediamento ove hanno contribuito a consolidare - insieme a qualificati rapporti di collaborazione con Università e altri Centri di ricerca - supply chain di varia consistenza che andranno ulteriormente rafforzate sotto il profilo patrimoniale, tecnologico, gestionale ed economico - finanziario e sganciate progressivamente da una mono committenza ancora prevalente e collocate su mercati internazionali ormai globalizzati». «La Nuova Panda è stata una scelta di Marchionne - dice Scudieri - con la decisione coraggiosa di farla qui a Pomigliano invece che a Tichy in Polonia. I numeri ci confermano che è una grande opportunità, ma la nostra sfida è diventare più concorrenziali sul mercato internazionale. Nel mondo siamo circa 50 aziende che condividono in modo molto stretto la produzione Fiat. Bisogna fare efficienza continua per ridurre il costo di produzione ». E Scudieri spiega come: «E’ necessario creare sinergia tra i diversi sistemi di forniture, tagliare i costi che il cliente non vede, dalla logistica all’innovazione, dal re-engineering del sistema fino al rispetto dell’ambiente. Con tecniche innovative di costruzione, componenti pronte, centri di pre-montaggio». Innovazione, formazione, internazionalizzazione. «Il risparmio vero - chiarisce il patron di Adler - è nella creatività e nell’utilizzo virtuoso dei materiali per vincere quei gap tremendi che altrove non esistono».
(Fonte: www.repubblica.it - 23/7/2012)

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