lunedì 2 aprile 2012

Marchionne: "Delocalizzare è pericoloso. Si deve contribuire alla crescita Italia/U.S.A."


"La tendenza, in atto da diverso tempo nell'industria dell'auto, a delocalizzare le attività industriali, che viene spesso usata come misura di difesa" contro la guerra dei prezzi, "credo sia una strategia molto pericolosa". Lo ha affermato l'amministratore delegato di Fiat/Chrysler, Sergio Marchionne, aggiungendo che chi segue la tendenza della delocalizzazione deve essere consapevole "degli effetti che provoca sul territorio d'origine, in termini di perdita di posti di lavoro, di competenze e di stabilità economica", sapere che "sta minando risorse molto preziose e molto difficili da ricreare, una volta scomparse". "Tutti quanti dovremmo, invece, ricordare l'obbligo morale che è collegato al fare impresa e il dovere che abbiamo di contribuire al disegno di crescita dei nostri Paesi. Questo è l'impegno che abbiamo preso con Fiat in Italia e Chrysler negli Stati Uniti. Un impegno che vuol dire rispettare la storia delle nostre due aziende e delle comunità che le hanno viste nascere e ne hanno accompagnato lo sviluppo", ha sostenuto Marchionne. "Il successo economico e finanziario - aveva esordito Marchionne - può reggere la prova della coscienza e la sfida del futuro solo se è radicato in una sana etica di business. Il settore dell'auto è una delle più importanti fonti di reddito e di occupazione in tutti i Paesi avanzati, apporta un contributo fondamentale al PIL e al benessere sociale delle popolazioni. Tenere a mente questo aspetto significa in primo luogo sentire la responsabilità, anche morale, delle scelte che si fanno. Significa intendere l'espansione internazionale come una precisa strategia di business, andando anche a produrre localmente in alcuni grandi mercati dove è indispensabile essere presenti per risultare efficaci".
(Fonte: http://borsaitaliana.it - 30/3/2012)

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