domenica 8 maggio 2011

Torino, da quartier generale di Fiat a nuova roccaforte degli Agnelli


Da roccaforte di Fiat a roccaforte degli Agnelli. E' questo il nuovo destino del Lingotto disegnato da John Elkann nella sua prima assemblea in veste di presidente e amministratore delegato di Exor, ovvero la finanziaria con la quale gli Agnelli controllano la Fiat. Per Torino è un passaggio importante e inedito: l'impegno della Famiglia a mantenere in città il suo quartier generale dovrebbe finire per compensare l'altra scelta ormai certa e non più smentita dagli interessati di un trasferimento della sede della Fiat da Torino a Detroit. Con l'"Agnelli Center" del Lingotto, si concentreranno in via Nizza le attività inanziarie, quelle industriali e anche quelle culturali che gravitano intorno agli eredi del fondatore dell'industria delle quattro ruote in Italia. Dalla Fondazione Agnelli, alla Pinacoteca dedicata a Gianni e Marella, alla sede europea della Fiat alla tolda di comando di Exor. "Non riesco a immaginare una Torino senza Fiat e una Fiat che non abbia le sue radici a Torino" ha sempre detto il giovane presidente, seguendo una consolidata tradizione della Famiglia. In quella rassicurazione si ritrovano i caratteri di quella che, con un neologismo, potremmo chiamare l'"Agnellità", un modo per non far entrare in contraddizione il radicamento sul territorio e la mondializzazione della Fiat: gli Agnelli resterebbero orinesi anche dopo la ormai annunciata fusione con Chrysler. "Hic manebimus optime" direbbero quelli colti: gli Agnelli rimarranno qui molto bene, sembra essere il pensiero di John Elkann e con lui della "dinastia Fiat". Per essere più convincente il trentatreenne capo di questa dinastia ha provveduto a fare già alcune mosse che dovrebbero confermare il suo proposito: a cominciare dal concentramento al Lingotto di tutto ciò che gli Agnelli hanno a Torino in termini di potere e rappresentanza. "E' un modo per razionalizzare e semplificare il lavoro e la rappresentanza" assicura John e aggiunge che se l resto, inteso come attività e nuovi investimenti, è altrove, questo non fa a pugni con un modo di intendere il capitalismo che resta alla radice "un capitalismo di famiglia" ma con regole nuove e in sintonia con la struttura di un gruppo presente in tutto il mondo. I lavori sono già in corso. Fiat auto e Fiat Industrial sono già nsediati nella casa che era loro anche quando ancora erano un'unica società. E così la Pinacoteca che ha sede a fianco della bolla di vetro del Lingotto. Per Exor il trasferimento è in corso. Questo vuol dire che la holding che fino a un paio di anni fa era divisa in due tronconi - Ifi e Ifil - lascerà Corso Matteotti, la residenza che era stata la casa della famiglia Agnelli negli anni del fondatore della Fiat e del figlio Edoardo. Un trasferimento che chiude l'epoca di "Vestivamo alla marinara" e consegna al mercato immobiliare il palazzo storico che s'identifica con la fanciullezza di Gianni, Maria Sole, Susanna e Umberto e con gli anni in cui i "ragazzi Fiat" frequentavano il vicino liceo D'Azeglio. Per alcuni decenni, sin da quando il ponte di comando Fiat era ancora in Corso Marconi, al numero 26 di Corso Matteotti si sapeva che era di casa la finanza Fiat che poi voleva dire la finanza dagli Agnelli per molto empo guidata dal "sommo sacerdote" Gian Luigi Gabetti. Da questo palazzo si controllava una Fiat che aveva sede a Torino dove c'era una fabbrica come Mirafiori con decine di migliaia di lavoratori e poco lontano Rivalta, altro gigante della produzione. Ed era anche la sede di tutto ciò che non era Fiat ma faceva capo sempre agli Agnelli, tenuto a debita distanza dall'universo dell'auto, dalle agenzie turistiche allo yogurth. L'Avvocato frequentava corso Matteotti nelle "occasioni comandate", da presidente dell'Ifi che a sua volta si era qui trasferita dal palazzo originario sulle rive del Po. Per suo fratello Umberto, Corso Matteotti ha avuto un significato diverso. Lui ci ha abitato più a lungo anche se non è stata, almeno inizialmente, una sua scelta. Perché quando, a seguito dello scontro con Cesare Romiti, ha dovuto lasciare la Fiat, Umberto ha preso il comando di Ifil fino a quando non ha assunto la breve presidenza del Lingotto. L'altro "pezzo nobile" della Famiglia che andrà al Lingotto è la Fondazione Agnelli. Creata da Fiat e Ifi nel 1966 per onorare il centenario della nascita del fondatore dell'impero Fiat, la Fondazione, oggi presieduta da Maria Sole Agnelli (vicepresidente John Elkann) si è configurata dall'inizio come un istituto di ricerca nel campo delle scienze sociali. Da 2008 ha concentrato le sue attività su scuola, università, ricerche sulla ormazione. Da sempre la sua sede è stata in via Giacosa, a ridosso di Corso Marconi, in una elegante palazzina nelle cui sale sono passati uomini di cultura, scienziati, politici. "Le organizzazioni che hanno un perimetro ampio hanno più sedi" spiega John Elkann. Se è vero che le scelte strategiche le compie l'azionista principale, il Lingotto dovrebbe dunque rimanere il punto riferimento della nuova società che nascerà dalla fusione tra Fiat e Chrysler. E' questo lo schema confermato ieri dal numero uno di Exor e che lui presenta come la garanzia di una diversa ma non meno importante torinesità della Fiat.
(Fonte: www.repubblica.it - 29/4/2011)

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