martedì 1 febbraio 2011

La "guerra di parole" Marchionne-Piech farà saltare il Salone dell'auto di Torino?


“Una guerra di parole”: così Automotive News definisce, senza mezzi termini, la scaramuccia in corso in questi giorni tra Sergio Marchionne, numero uno di Fiat-Chrysler, e Ferdinand Piech, presidente del colosso Volkswagen. “E non ci sono segnali di distensione”, aggiunge l’autorevole testata commentando le polemiche tra i due top manager. Ad aprire le “ostilità” è stato proprio Marchionne, che durante le giornate stampa del Salone di Detroit aveva accennato ad un interesse da parte di Fiat nell’acquisizione di quote detenute da Volkswagen in MAN e Scania, noti costruttori di automezzi pesanti e veicoli industriali, che avrebbero completato l’offerta Iveco nel settore. Presi di sorpresa, alcuni giornalisti tedeschi hanno chiesto a Marchionne se stesse scherzando. “È uno scherzo proprio come il tentativo di Piech di comprare Alfa Romeo“. Secondo quanto riportato da Automotive News, l’ad del Lingotto si sarebbe anche dimostrato infastidito alla vista di un taccuino Volkswagen nelle mani di un giornalista tedesco. Scherzo o no, le azioni MAN e Scania hanno preso a salire rapidamente subito dopo la dichiarazione di Marchionne. La replica di Piech, altrettanto velenosa, non si è fatta attendere: “Una casa le cui vendite stanno crollando non dovrebbe provare a mettere le mani sui migliori marchi di veicoli industriali in Europa”, ha dichiarato al Financial Times Deutschland. Secondo la testata che ha riportato la vicenda, lo scontro verbale dimostra la crescente sicurezza dei due dirigenti nel futuro delle aziende che guidano: da un lato Marchionne ha finalmente intrapreso il cammino di salvataggio di Chrysler e contemporaneamente sta marciando spedito sulla strada della ridefinizione dei rapporti di lavoro nelle fabbriche italiane Fiat, allo scopo di incrementarne la produttività. Dall’altro Piech vede le vendite globali VW crescere senza sosta, e il suo chiodo fisso, l’obiettivo di diventare il più grande costruttore di auto al mondo sta effettivamente prendendo corpo giorno dopo giorno. Marchionne ha successivamente rivelato di non aver avuto colloqui né con Piech né con Winterkorn in merito a reciproche acquisizioni, ma ha poi lasciato intendere che la situazione potrebbe cambiare nell’arco dei prossimi 12 mesi, portando a rilevanti novità. E se questa non è una conferma delle “Grandi Manovre”...
(Fonte: www.autoblog.it - 19/1/2011)

Sembrava fatta. Invece con ogni probabilità il Salone dell’Auto del 2011 non ci sarà. La notizia non è ufficiale e non la confermano né la Regione Piemonte né Gl Events Italia la società che è proprietaria sia del Motorshow di Bologna che del Centro fieristico del Lingotto a Torino. Purtroppo però nemmeno la smentiscono. E la defezione di molte delle più importanti case automobilistiche è ormai una certezza. A far morire una manifestazione ancora nella culla sarebbe una serie di concause, prima fra le quali la «guerra» in corso tra Fiat-Chrysler da un lato e il gruppo Volkswagen dall’altro. Scontro che avrebbe origine dalle polemiche per la sponsorizzazione di Italia 150. Il primo a rilanciare l’idea di riportare a Torino il Salone dell’Auto (la cui ultima edizione si era tenuta nel 2000) era stato nell’estate 2009 l’assessore della giunta Bresso Andrea Bairati. L’aveva ripresa qualche mese dopo nel corso della campagna elettorale proprio Roberto Cota, che ne aveva fatta una delle sue sfide per il rilancio di Torino. Una sfida che sembrava vinta, anche grazie all’appoggio della Fiat che non aveva fatto mistero di gradire una ritorno della manifestazione in città e di Gl Events. Fantascienza forse, ma il progetto di Torino sembrava marciare in modo spedito, nonostante alcune case (Ford, Nissan Mercedes) già in autunno avessero fatto sapere di non essere interessate. Volkswagen al contrario aveva addirittura prenotato l’intero Oval per farne un suo unico grande stand in cui esporre l’intera sua produzione, il suo «mondo». Sempre a Volkswagen (che nel frattempo aveva acquistato la Giugiaro) la Regione aveva intanto chiesto la disponibilità a sponsorizzare le manifestazioni per Italia 150 (opportunità su cui Fiat nicchiava) ottenendo dai tedeschi un sì entusiasta. Mentre a Wolfsburg si preparavano soldi e auto, la Fiat però si è preoccupata: e, di fronte alla possibilità che il suo più importante competitor europeo fosse scelto come sponsor della manifestazione che celebrava l’Unità d’Italia, avrebbe fatto sapere di aver perso interesse per il rinascente Salone. Per questo, ma anche per motivi di opportunità (era oggettivamente «brutto» che il «compleanno» dell’Italia privilegiasse una marca straniera ai danni dell’unico produttore italiano), la Regione, d’accordo con il Comune, ha interrotto le trattative con i tedeschi e Fiat si è «convinta» della necessità di sponsorizzare Italia 150. La reazione di Volkswagen, il suo naturale raffreddamento nei confronti della partecipazione al Salone torinese, è stata però a quel punto «naturale». Il suo no non è ancora ufficiale (e la Regione spera di poter recuperare), ma sulla sua scia altre grandi marche dell’auto sarebbero pronte a fare marcia indietro. Così al Lingotto Fiere si sta già studiando una soluzione alternativa da abbinare a Italia 150. Non una fiera, ma un viaggio, una sorta di Mille Miglia non competitiva che attraverserebbe tutte le città italiane coinvolte nei festeggiamenti per l’Unità, e a cui dovrebbero partecipare quasi tutti i grandi costruttori con alcuni dei loro modelli. Un Giro d’Italia che si concluderebbe a Torino (probabilmente a Torino Esposizioni dove martedì gli uomini di Gl Events hanno fatto un sopralluogo) a fine maggio.
(Fonte: www.repubblica.it - 19/1/2011)

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