lunedì 14 febbraio 2011

600 milioni di euro in arrivo alla ex-Bertone di Grugliasco per la "baby-Quattroporte"


Due miliardi di investimenti nell'area torinese, l'arrivo della Maserati a Grugliasco e il no, almeno per il momento, alla produzione di un motore alla Powertrain di Mirafiori. Ecco, in sintesi le novità sul futuro degli insediamenti torinesi della Fiat emerse al termine dell'incontro di ieri mattina a Palazzo Chigi. Resta però senza risposta la domanda di fondo: la Fiat manterrà il quartier generale a Mirafiori? «Una questione che non è all'ordine del giorno», aveva risposto nei giorni scorsi Marchionne in U.S.A. . La stessa risposta che ha dato ieri a Berlusconi, Letta, Sacconi e Romani e ai vertici degli enti locali torinesi. In sostanza se ne parlerà tra qualche anno. «In un mondo in cui la sovracapacità produttiva è di 30 milioni di auto - ha osservato prudente Chiamparino - gli impegni anche solenni rischiano di essere smentiti. Bisogna lavorare giorno per giorno». Per Torino i fatti nuovi delle ultime ore sono due: l'investimento da 600 milioni alla ex Bertone di Grugliasco (che si aggiunge al miliardo e trecento milioni già annunciati per Mirafiori) e l'annuncio dell'acquisto del 50 per cento di VM, l'azienda ferrarese che produce motori di grande cilindrata. La prima è certamente una buona notizia, la seconda potrebbe essere negati'avvio della produzione della Maserati nella fabbrica di corso Allamano. Una produzione di alta qualità che sembra rassicurare, almeno nel medio periodo, sul futuro produttivo dell'insediamento torinese. Il progetto del trasferimento di Maserati aveva suscitato proteste nei mesi scorsi a Modena, storica sede del Tridente. Ma, a parziale rassicurazione degli emiliani, la vettura destinata a Grugliasco sarebbe aggiuntiva rispetto a quelle prodotte a Modena. L´arrivo di una produzione Maserati sarebbe dovuto alle particolari caratteristiche dello stabilimento di Grugliasco che, parola di Marchionne, ha «una delle verniciature più moderne d'Europa». Quasi contemporaneo all'indiscrezione sul Tridente è l'annuncio dell'acquisto del 50 per cento di VM, l'azienda ferrarese per la produzione dei motori di grande cilindrata. I propulsori ideali per i Suv con marchio Alfa che dovranno essere realizzati a Mirafiori. VM già equipaggiava il marchio del Biscione negli anni scorsi. Una scelta in continuità dunque. Ma anche la conferma che il Lingotto non intende, per il momento, utilizzare le linee delle ex Meccaniche di via Settembrini per produrre un motore e chiudere così la filiera produttiva delle auto nell'area torinese. La commessa sfumata e finita a VM era interessante: almeno 150 mila dei 250 mila Suv che usciranno dalle Carrozzerie a metà del 2012 saranno con il marchio Alfa e il motore italiano. Per ora dunque in corso Settembrini proseguirà l'attuale produzione di cambi, in attesa di tempi migliori. E' rimasta senza risposta, com'era prevedibile, la domanda cruciale per il futuro di Torino, quella sulla permanenza a Mirafiori del quartier generale della Fiat. Sul punto, che in teoria avrebbe dovuto essere al primo posto nell'ordine del giorno della riunione di ieri, Marchionne e John Elkann non hanno fornito risposte. In realtà la questione diventerà di attualità tra un anno quando, conquistato il 51 per cento di Chrysler e quotata in borsa la casa di Detroit, i vertici del Lingotto si porranno concretamente il problema della fusione tra i due gruppi.
(Fonte: www.repubblica.it - 13/2/2011)

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