giovedì 13 novembre 2014

Giulietta Sprint: Alfa Romeo torna a sognare


Sessant’anni fa, con la Giulietta, Alfa Romeo compiva il balzo in avanti che l’avrebbe portata in una dimensione aziendale e produttiva ben diversa dal posizionamento di nicchia occupato fino ad allora. D’altra parte, la nuova vettura non tradiva in nessun modo la vocazione di eccellenza sportiva del marchio e, anzi, la estendeva, prima di qualsiasi costruttore dell’epoca, alla categoria delle auto di fascia media e di cilindrata contenuta. Il primo modello della gamma ad essere svelato al pubblico, al Salone di Torino del 1954, fu la versione coupé (la berlina e la spider seguiranno nel 1955), firmata Bertone e battezzata Sprint, un appellativo che resterà per sempre caro alla casa del Biscione. E Sprint è la sigla che identifica ora una inedita serie speciale dell’ultima generazione della Giulietta, quella lanciata nel 2010 e che in questi anni ha rappresentato l’ossatura dell’offerta Alfa Romeo (270.000 vendute), in una fase prolungata di transizione verso l’ambiziosa svolta annunciata di recente. Svolta che prevede, tra il 2015 e il 2018, l’arrivo di otto nuovi modelli, SUV compreso, con un investimento di cinque miliardi di Euro, 600 persone impegnate nello sviluppo del progetto e l’obiettivo di raggiungere il traguardo, mai tagliato in precedenza, delle 400.000 unità a regime. Le Sprint di oggi, apparse al Salone di Parigi, sono dunque una gamma completa, parallela a quella normale, con più forte caratterizzazione sportiva del look e con ampliamento della scuderia motori. All’esterno, i segni distintivi sono i cerchi in lega a cinque fori da 17 o 18 pollici, i vetri posteriori oscurati e il paraurti posteriore modificato con terminali di scarico maggiorati; all’interno, sedili ad alto contenimento rivestiti in tessuto e Alcantara, cruscotto “effetto carbonio” e, fra gli accessori, clima bi-zona e infotainment con schermo touch da 5 o 6,5 pollici. Sotto il cofano i già noti quattro cilindri benzina 1.400 turbo da 170 Cv (con cambio a doppia frizione TCT) e i diesel 1.600 e due litri da 105 a 175 Cv (il più potente con cambio TCT), ai quali si aggiungono il 1.400 benzina-GPL da 120 Cv e un nuovo 1.400 turbo benzina da 150 Cv, in grado di spingere fino a 210 km/h accelerando da 0 a 100 km/h in 8,2 secondi, con consumo medio di 5,7 l/100 km ed emissioni di 131 g/km. Il nuovo motore è particolarmente in sintonia con il “carattere” della Giulietta e rappresenta un buon equilibrio tra prestazioni ed economie, valorizzando al punto giusto le doti di comportamento della vettura, che asseconda i comandi con precisione (assetto e sterzo fra le qualità in evidenza). Non siamo al livello della Quadrifoglio Verde 1.750 da 240 Cv, che mantiene il vertice della gamma, ma questa Sprint non mette in ombra, con la consapevolezza di un po' di dissacrazione, lo spirito dell’antenata degli anni Cinquanta che, tra l’altro, aveva una cubatura simile (1.300 cc). Abitabilità (soddisfacente per un’auto sotto i 4 metri e mezzo), bagagliaio (da 350 a 1.150 lt) e qualità (in progresso) delle finiture naturalmente non cambiano, mentre i prezzi tengono conto degli equipaggiamenti base più ricchi: a partire da 25.900 Euro per la 1.400 da 150 Cv.
(Fonte: www.repubblica.it - 27/10/2014)

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