lunedì 26 aprile 2010

Gli investimenti di Fiat-Chrysler fino al 2014


Il piano industriale Fiat presentato mercoledì da Sergio Marchionne al Lingotto ha tra i punti chiave l'espansione della gamma prodotti e delle vendite di automobili, che dovrebbero permettere a loro volta un consistente aumento della produzione di veicoli in Italia. Per raggiungere questi obiettivi è previsto un significativo incremento degli investimenti, che per quanto riguarda le quattroruote si concentreranno nella prima metà del periodo (fino al 2012) e contribuiranno a far crescere il debito industriale fino a quasi 6 miliardi di euro alla fine del 2011. Vediamo i numeri principali: 26 miliardi di euro di investimenti complessivi in 5 anni (30 contando anche le spese di ricerca non capitalizzate), ovvero un ritmo da oltre 5 miliardi l'anno. Questo dato si riferisce al gruppo nella sua struttura attuale, ovvero prima dello scorporo di Iveco e Cnh in Fiat Industrial; i 26 miliardi verranno ripartiti in 6,5 per Fiat Industrial e poco meno di 20 per i restanti business, ovvero Fiat Group Automobiles (Fga), Ferrari e Maserati, i motori di Fpt e i componenti. Gli investimenti tra "nuova Fiat" (ovvero senza camion e trattori) e Chrysler saranno di 34,2 miliardi in 5 anni; per dare l'idea dell'ordine di grandezza, il gruppo Volkswagen ha annunciato che investirà 26,6 miliardi di euro in tre anni (2010-12). Fga da sola, con i marchi Fiat, Lancia, Alfa Romeo e i veicoli commerciali di Fiat Professional, dovrebbe spendere 13 miliardi in 5 anni, +50% rispetto ai 9,4 miliardi investiti nei 5 anni tra il 2005 e il 2009. La scaletta temporale prevede per quest'anno 2,2 miliardi, ovvero un ritorno al livello del 2008 dopo il taglio a 1,5 miliardi del 2009 innescato dalla crisi. La netta accelerazione è prevista per l'anno prossimo (3 miliardi) e il 2012 (2,8), in coincidenza con il picco nell'attività di rinnovo della gamma prodotti: quest'ultimo arriverà tra il 2012 (dieci modelli nuovi di cui sei in Europa) e l'anno successivo (undici, di cui otto nel Vecchio continente). Già a fine 2011, però, faranno il loro debutto due modelli fondamentali: la Panda, prodotta a Pomigliano, e la Ypsilon destinata alla Polonia. La sola Panda comporta un investimento, tra prodotto e rinnovo dello stabilimento campano, di 700 milioni di euro; Fiat ha chiesto ai sindacati contropartite in termini di flessibilità, e i negoziati sono già in corso. L'accelerazione degli investimenti su un arco di tempo relativamente breve comporta un impegno consistente dal punto di vista dei finanziamenti. Non a caso il piano prevede che l'indebitamento industriale del gruppo salga fino a raggiungere un picco di poco meno di 6 miliardi di euro a fine 2011; per il 2012 il livello ancora elevato di spesa dovrebbe essere coperto, nei piani, da un netto incremento dei profitti (quasi 1,8 miliardi in più di margine lordo industriale) in coincidenza con la ripresa del mercato europeo dell'auto. Anche per queste esigenze Fiat continua a mantenere un cuscino di liquidità superiore alla media (11,2 miliardi a fine marzo); il livello dovrebbe progressivamente scendere verso un obiettivo di 6 miliardi a partire dal 2011. Sergio Marchionne ha assicurato mercoledì che non serviranno nuovi fondi né per l'auto né per i veicoli pesanti destinati a confluire nella Fiat Industrial. Tutte le cifre elencate finora non comprendono gli investimenti delle joint venture nei Paese emergenti, che dovrebbero dare un contributo decisivo alla crescita dei volumi del gruppo. Tra Russia, India e Cina sono previsti 3,3 miliardi di investimenti in 5 anni, finanziati per oltre il 90% dai partner e con un contributo Fiat limitato alla fornitura di tecnologia. Un altro aspetto delicato – sempre con riferimento a Fiat Auto – è quello delle risorse umane e organizzative necessarie a mettere in atto il piano di investimenti. Negli anni scorsi il Lingotto aveva affidato all'esterno parte della fase di sviluppo (come nel caso di Magna per la Bravo), ma in seguito ha preferito per lo più utilizzare risorse interne. Harald Wester, responsabile della tecnologia (e anche di Alfa Romeo e Maserati), ha ricordato mercoledì che Fiat ha in questi anni ridotto fino a 15 mesi il tempo necessario ad avviare la produzione di un nuovo modello; è probabile che, almeno in un primo tempo, Fiat punti a proseguire su questa strada sfruttando il più possibile l'integrazione con Chrysler. Quest'ultima – la notizia è di ieri – prevede un incremento delle vendite del 20% ad aprile rispetto allo stesso mese del 2009. Sarebbe il primo incremento significativo in percentuale, anche se con un volume di vendite simile a quello di marzo 2010.
(Fonte: www.ilsole24ore.com - 25/4/2010)

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