martedì 12 gennaio 2010

Lutz (GM) su Fiat-Chrysler: matrimonio difficile, ma Marchionne è bravo e ce la farà


Bob Lutz, uno dei padri nobili dell’industria dell’auto americana, ha detto la sua sul matrimonio tra Fiat e Chrysler. Lutz, di solito piuttosto esplicito al limite della profanità nelle sue affermazioni, è stato quasi cauto, ma ha avvisato che una joint venture del genere non è una cosa semplice da gestire con sette o otto fusi orari di mezzo. Lutz è vice presidente per il prodotto (Vice-Chairman of Global Product Development) di General Motors in barba ai 78 anni suonati e alle regole che, nelle grandi corporations, rendono obbligatoria la pensione a 65 anni, ha dietro di se una storia professionale unica nel mondo dell’auto. Nell’ambiente gode di fama mondiale e lo stesso Gianni Agnelli, una trentina d’anni fa, aveva considerato di metterlo a capo delle attività automobilistiche di Fiat. Nella pausa caffé di un incontro organizzato dalla Society of Automotive Analysts, Lutz si è lasciato andare con i giornalisti: il matrimonio Fiat-Chrysler, ha detto, «è un’operazione interessante: dal punto di vista del prodotto sono complementari. Il problema di questo tipo di alleanze è che è più difficile farle funzionare quando c’è un oceano di mezzo». Poi, in base alla regola che cane non morde cane, ha aggiustato il tiro: «Sono sicuro che Marchionne è bravo e riuscirà a farla funzionare». Lutz ha anche spiazzato i suoi interlocutori parlando dell’intervento del governo americano nell’industria dell’auto. Dopo anni passati a combattere l’eccesso di regole imposto proprio dal governo, al punto di annunciare, un anno fa, che avrebbe lasciato per le ingerenze statali nel disegno del prodotto, ora Lutz dice: finalmente il governo si è accorto dell’auto: ci voleva una crisi globale, ovvimente con riferimento non tanto alle regole quanto gli aiuti dal Tesoro americano. Su Opel, che GM ha deciso di mantenere, Lutz ha spiegato: “E’ un componente a tutti gli effetti del gruppo, è parte di GM e sarà integrato nella strategia globale”. Per Saab, ha detto ancora Lutz, “ci sono ancora parti interessate ma non possiamo aspettare e guardare proposte e proposte, quindi abbiamo assunto una società che supervisionerà la liquidazione e procediamo con la chiusura ordinata del marchio”. Per Saab in corsa ci sono l’olandese Spyker e la cordata formata dal fondo di private equity lussemburghese Genii Capital e il patron della Formula 1 Bernard Ecclestone. Il consiglio di amministrazione di GM dovrebbe prendere a breve una decisione su Saab e in questi giorni una delegazione del governo svedese è a Detroit per incontrare i vertici della casa automobilistica americana e illustrare i tempi e i modi degli aiuti pubblici assicurati al potenziale acquirente. Per supervisionare la chiusura di Saab GM ha assunto Alixpartners.
(Fonte: www.blitzquotidiano.it - 11/1/2010)

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