martedì 17 marzo 2009

Les Echos: "PSA poco incline a sacrificare la sua indipendenza per Fiat"


PSA è «poco incline a sacrificare la sua indipendenza per un matrimonio con Fiat»: lo scrive Les Echos. La famiglia Peugeot non appoggerebbe una fusione, scrive il quotidiano economico francese, citando fonti vicine all'amministratore delegato del gruppo d'Oltralpe. «Se il gruppo PSA non è ostile al rafforzamento di certe alleanze – afferma Les Echos – l'ipotesi di una fusione con Fiat Auto, accarezzata da alcuni banchieri d'affari, appare molto meno probabile. La famiglia Peugeot non intende lasciarsi diluire». Secondo il quotidiano, l'ipotesi di fusione, lanciata venerdì scorso dal Sole 24 Ore, evocando un progetto maturato alla banca d'affari Mediobanca con il nome di codice "Eiffel", «ha lasciato di marmo i due gruppi interessati». Un'ipotesi del genere era già circolata negli anni 1993 e 1994, senza materializzarsi. La crisi attuale – aggiunge l'articolo di Denis Fainsilber, spinge tutti i gruppi automobilistici a rivedere le loro strategie e «un eventuale rafforzamento del partenariato tra PSA e Fiat non è da escludere». Nessuna conferma è venuta, d'altra parte, dalla Fiat, che ha dichiarato che non sottoporrà all'esame del cda nessuna operazione di fusione con altre imprese del settore automobilistico. Cosa che non impedisce di esaminare «ogni opportunità di accordo di diverse forme per ottenere sinergie produttive e l'accesso a nuovi mercati». Il gruppo italiano, sottolinea Les Echos, «non dispone a breve termine di un sostegno statale equivalente a quello dei gruppi francesi, cosa che lo rende più nervoso sulle prossime scadenze di tesoreria». Il discorso, continua il quotidiano, è «molto più tiepido» da parte francese. Il gruppo PSA va ripetendo da settimane che l'impegno più urgente è la gestione della crisi, riferisce Les Echos. Le riflessioni degli azionisti – aggiunge - riguardano più il rafforzamento dei partenariati che le alleanze. «Lo scenario di una fusione franco-italiana non è giudicato credibile» per varie ragioni. Innanzitutto, la famiglia Peugeot, che detiene il 30% del capitale e il 45% dei diritti di voto, non la chiede. «Non la vedo accettare di perdere il controllo del gruppo. Intende attraversare questa crisi come ne ha attraversate altre, pensando che ci saranno vittime e quote di mercato da conquistare», scrive il quotidiano, facendo riferimento a quanto si dice nell'entourage di Christian Streiff, presidente del direttorio di PSA. Un matrimonio, nel contesto attuale, avrebbe conseguenze sull'occupazione, visto che ci sono numerosi doppioni tra i due gruppi, spiega Les Echos. Contrariamente all'alleanza Fiat-Chrysler, una fusione Fiat-PSA sarebbe molto più orientata sulla riduzione dei costi che sulla crescita, afferma un consulente automobilistico, aggiungendo però che l'industria automobilistica ha bisogno di qualcosa così. PSA ha appena avuto oltre 3 miliardi di prestiti da parte del governo francese, in cambio della promessa di non chiudere fabbriche: i poteri pubblici difficilmente darebbero il loro benestare a uno scenario che comporta perdite di posti di lavoro. Infine, prima di prendere in considerazione altre concentrazioni, «ognuno attende di conoscere le sorti di Opel, che "pesa" ancora per il 7% del mercato europeo». Un altro titolo su Les Echos, «Due famiglie di fronte alla tempesta», spiega che alla PSA, come alla Fiat, le famiglie dei discendenti dei fondatori «hanno sempre il potere». Anche se le funzioni operative sono lasciate ai manager, per ogni eventuale alleanza capitalistica sono gli azionisti a decidere. Le due famiglie, scrive ancora il quotidiano, hanno relazioni reciproche da parecchi lustri, ma l'idea di unire la totalità dei loro attivi «e quindi, per una delle due famiglie, di perdere il controllo» non è mai stata ufficialmente messa in piazza. Les Echos fa un parallelo tra il «capitalismo di eredi» delle due famiglie, ricorda che John Elkann è stato spinto sulla scena prematuramente con la morte del nonno Giovanni Agnelli nel 2003 e del pro-zio Umberto nel 2004, sottolinea che Sergio Marchionne ha dato alla Fiat nuovo slancio e che ha la fiducia della famiglia Agnelli. Ma secondo Les Echos c'è una differenza: come dimostrano il «matrimonio fallito» con General Motors e la prossima alleanza con Chrysler, Fiat «è più desiderosa di PSA di convolare a nozze con i suoi pari».
(Fonte: www.lesechos.fr - 16/3/2009)

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